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Hanjin Shipping chiede l'amministrazione controllata

Nella riunione del 31 agosto 2016, i membri del Consiglio di Amministrazione della compagnia sud-coreana hanno votato all'unanimità la richiesta di amministrazione controllata, che potrebbe essere l'anticamera del fallimento. Si oscura l'orizzonte della nona compagnia marittima mondiale del trasporto di container, dopo il voto di oggi del suo CdA che consegna le sorti della società ai giudici amministrativi sud-coreani. Un esito previsto, dopo che i principali creditori della società, che ha un debito di quasi sei miliardi di dollari e bilanci in rosso, hanno dichiarato di chiudere i rubinetti e di pretendere il pagamento di quasi la metà del debito. Ma non tremano solamente i soci e i dipendenti di Hanjin Shipping, ma anche i suoi concorrenti, perché questo potrebbe essere il primo segnale di un maremoto che potrebbe sconvolgere l'intero settore, in preda a una forte crisi causata dall'indebolimento dei traffici e soprattutto dal crollo dei noli, le due cause che stanno affondando la compagnia sud-coreana. I primi a preoccuparsi sono gli altri soci del consorzio CKYHE - ossia Cosco, KLine, Yang Ming ed Evergreen Line – che potrebbero perdere un importante componente prima della scadenza dell'alleanza, prevista per il 2017, causando problemi nella gestione dei servizi. Ma anche altre compagnie, che hanno accordi di condivisione di stiva esterni all'alleanza, potrebbero risentire di un eventuale ancoraggio delle portacontainer sud-coreane, trasmettendo i disagi all'intera filiera del trasporto. Le portacontainer di Hanjin Shipping offrono una capacità totale di 609.500 teu, secondo quanto rileva Alphaliner e il fallimento della compagnia sarebbe il più grande nell'ambito del trasporto marittimo di container. Recentemente, la compagnia ha già fermato due navi, la Hanjin Rome da 5300 teu e la più grande Hanjin Sooho da 13.100 teu. Il fallimento non è però l'unico sbocco dell'amministrazione controllata. Si parla anche di una possibile fusione con l'altra grande compagnia sud-coreana, la Hyundai Merchant Marine (che però è in una fase di ristrutturazione del debito), oppure la società potrebbe essere acquisita da un concorrente, nell'ambito del processo di aggregazione che sta avvenendo nel settore. Intanto, le azioni della società sono state sospese alla Borsa di Seoul, dopo un crollo del 29% del loro valore. E secondo indiscrezioni, alcuni porti vorrebbero impedire l'accesso alle navi Hanjin per il timore che la compagnia non possa pagare i servizi.

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